Un funerale, una famiglia e il piacere di ridere del caos
Un funerale dovrebbe essere una cerimonia composta, fatta di silenzi e parole misurate. Per la famiglia Mancuso, invece, il commiato del patriarca diventa l’occasione in cui vecchi rancori e segreti tenuti a lungo sotto controllo cominciano a venire a galla. Massimiliano Bruno costruisce da questa premessa una commedia corale che punta sul ritmo, sugli equivoci e sul contrasto irresistibile tra il decoro del rito e la confusione di chi vi partecipa.
La regia tiene insieme molti personaggi senza perdere di vista il cuore del racconto: i rapporti tra fratello e sorella, le rivalità e le piccole vanità che, in una famiglia, possono durare anni. L’ambientazione ciociara dà alla storia un carattere riconoscibile e la distanza tra la solennità dell’occasione e il comportamento sempre meno controllato dei presenti alimenta una comicità diretta, pronta a sfiorare il grottesco. Bruno non cerca sottigliezze a ogni costo: preferisce una farsa vivace, costruita per accumulo, in cui una complicazione ne chiama subito un’altra.
A dare energia al gioco è soprattutto il cast. Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti, nei panni dei due fratelli, sostengono il centro emotivo della vicenda con personalità diverse e un buon senso del tempo comico. Intorno a loro, interpreti come Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli e Stefano Fresi contribuiscono a un insieme ricco di voci e caratteri. La varietà degli attori è un punto di forza: ogni presenza porta una sfumatura diversa e rende credibile, nel suo disordine, questa riunione di famiglia.
Sotto le battute e gli imprevisti resta uno sguardo divertito sulle fragilità familiari. Il film non idealizza i suoi personaggi: li lascia contraddirsi, punzecchiarsi e mostrarsi per quello che sono, con un’irriverenza che trova nel funerale un terreno fertile. Il risultato è una commedia che può conquistare chi cerca una serata leggera e movimentata, senza rinunciare a un pizzico di cattiveria sulle ipocrisie e sulle piccole guerre domestiche.
Non tutte le trovate hanno la stessa forza e parte dell’umorismo, volutamente schietto, potrà risultare meno fresca per chi preferisce una comicità più misurata. Ma il ritmo sostenuto e il piacere di vedere un gruppo di interpreti affiatato danno al film una sua allegria contagiosa. *Un tranquillo funerale di famiglia* invita a entrare in sala per assistere a una cerimonia che, di tranquillo, ha ben poco: una commedia corale, chiassosa e godibile, che ricorda quanto basti poco perché una famiglia perda ogni compostezza.