PROSSIMA PROIEZIONE · CINEMA DUCALE E CINEMA ARCOBALENO · MILANO

The Lunch: A Letter To America (O.V.)

Locandina di The Lunch: A Letter To America (O.V.)

SCHEDA FILM

The Lunch: A Letter To America (O.V.)

Anno

2025

Genere

Documentario

Durata

94 min

Regia

Gianluca Vassallo

Prossima proiezione

03/11/2026 · 19:45 · ARCOBALENO MILANO

Cast

Eduardo Hernandez, Mark Leonard, Michelle Elfers, Paul Street, Robert Arnold Linsay

Trama

Il documentario è un viaggio attraverso un'America sospesa tra solitudini, appartenenza e ideologie.

RECENSIONE

Un pranzo, tante voci: l’America senza risposte facili

A volte un Paese si racconta meglio attraverso le persone incontrate lungo la strada che con le grandi dichiarazioni. The Lunch: A Letter to America sceglie proprio questo passo: attraversa gli Stati Uniti alla vigilia delle elezioni del 2024 e raccoglie storie, paure e convinzioni di chi si trova su fronti diversi. Il viaggio collega luoghi lontani e figure che sembrano non avere nulla in comune, ma che condividono una stessa incertezza sul futuro.

Gianluca Vassallo evita di trasformare il documentario in una spiegazione ordinata della politica americana. Preferisce osservare, ascoltare e accostare volti e parole, lasciando che siano le differenze a emergere. Al centro ci sono Eduardo Hernandez, cuoco messicano, e Robert Arnold Linsay, sostenitore di Trump: due uomini con posizioni e vite distanti, inseriti in un mosaico più ampio di lavoratori, attivisti, religiosi e abitanti delle zone rurali. Il film non chiede di scegliere un personaggio da applaudire o condannare; invita piuttosto a guardare da vicino ciò che alimenta le loro paure e le loro speranze.

La regia ha un’attenzione da fotografo: nei paesaggi e nei volti cerca dettagli capaci di parlare senza bisogno di una voce che spieghi tutto. Il montaggio alterna incontri e luoghi con un ritmo libero, talvolta spezzato, che segue la varietà del viaggio. Anche l’atmosfera cambia da una tappa all’altra: ci sono spazi aperti e silenzi, ma anche discorsi tesi e una campagna elettorale che continua a farsi sentire sullo sfondo. La musica accompagna queste contraddizioni senza ridurle a un’unica emozione.

In un documentario fondato sulle persone, i protagonisti non sono interpreti nel senso tradizionale: la forza sta nelle loro presenze e nel modo in cui si raccontano, spesso con convinzioni che non coincidono. È proprio questa pluralità a rendere il film interessante. Vassallo non finge che le distanze scompaiano, né offre soluzioni rassicuranti; lascia spazio alle contraddizioni e al disagio di un Paese diviso, ma ancora composto da individui concreti, non da etichette.

Il passo contemplativo e la struttura a frammenti possono richiedere pazienza: chi cerca un documentario con una tesi spiegata in modo diretto potrebbe desiderare una guida più esplicita. Ma il ritmo ha una sua coerenza e permette alle storie di respirare. Il titolo richiama un gesto quotidiano, il pranzo, e suggerisce che anche un momento comune può diventare un punto d’incontro, senza cancellare le differenze.

Più che offrire un ritratto definitivo degli Stati Uniti, The Lunch: A Letter to America invita a sostare davanti a un Paese difficile da ricondurre a una sola immagine. È un documentario accessibile e stimolante, capace di unire osservazione e partecipazione senza trasformarsi in un comizio. Per chi ama il cinema del reale e le storie che aiutano a comprendere persone lontane, è un viaggio che merita lo schermo della sala.